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Close to Cloister: creatività e rigenerazione

Cosa significa interpretare un quartiere e una comunità attraverso il design?




Giovani designer del Dipartimento di Architettura e Design industriale dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli interpretano il concetto di rigenerazione urbana attraverso la creatività e il sapere artigianale, supervisionati dal team di Sovrappensiero Design Studio. A distanza di un anno dal primo workshop "Close to Cloister" gli studenti hanno sviluppato dei progetti, prendendo ispirazione dall'area di Porta Capuana, che verranno presentati nel corso del 2024 in Fondazione Made in Cloister.


Mostra degli esiti del workshop Close to Cloister svolto con Sovrappensiero Design Studio presso Officina Vanvitelli


Il programma di attività “Close to Cloister. Vivere e produrre con le comunità del design” svolto nell’ambito dell’iniziativa “Creative Place Making: architettura, design, artigianato per la città”, nasce da un'iniziativa didattica e di ricerca svolta nell'ambito del corso Magistrale in Design per l'Innovazione dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” in collaborazione con Made in Cloister e Adi Campania sul tema delle manifatture in contesti urbani e periferici della città di Napoli.


Fino al 27 Gennaio 2024 al Cloister Store un'esposizione che unisce gli oggetti domestici ispirati alla natura di Sovrappensiero Design Studio e il progetto Formamadre che riflette su una domanda: quante forme ha il pane nel mondo?


Sovrappensiero





Sovrappensiero è il Design Studio di Lorenzo De Rosa ed Ernesto Iadevaia, inseriti tra i Best italian architects and designers under 40 nel 2020, che affida alla componente narrativa il metodo del loro fare progettuale.


Per Made in Cloister il duo di designer ha ideato un’esposizione che unisce oggetti provenienti da cinque collezioni: Carousel, Ale & Sandro, Al buio, Mediterraneo, Furnature. Un condensato di riflessioni che passa dalla messa in forma dei prodotti all’enigma dell’uso, sviluppando attenzione nel fruitore, incuriosito dalla combinazione di tecnologia e ispirazione, precisione e casualità, innovazione e tradizione.

I Sovrappensiero guardano alla “trasparenza” dei maestri - come Achille Castiglioni ed Enzo Mari - al rigore logico che lega l’espressione al contenuto, l’etica all’estetica e che nega il consumo, affermando la cura.

Le collezioni sintetizzano ragionamenti sull’ambiente, sulla natura delle cose, sugli orizzonti attesi della materia organica, inorganica e artificiale.

Specchi rotanti, bugie contemporanee, candele svelanti, ceramiche spaesate, artefatti incompiuti diventano protagonisti di ambienti di vita in cui si addensano, nella dimensione incantata e assorta del sovrappensiero, tracce significative dei comportamenti che verranno.

Prima tappa, quella da Made in Cloister, di un viaggio più lungo di presentazione dei progetti sviluppati durante il workshop Close to Cloister dei designer emergenti del Dipartimento di Architettura e Disegno industriale dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli.



Formamadre





Formamadre è il frutto del lavoro di un team di giovani designer composto da Marino Amodio, Michela Carlomagno, Alessandra Clemente, Ibtissam Jayed e Stefano Salzillo.

Un concept che si delinea partendo dal rito della panificazione, nel contesto della mensa della Fondazione Made in Cloister e dalle peculiari istanze di integrazione, aggregazione e condivisione da essa espresse, in cui il pane diventa un medium interculturale.


Gli elementi sono ideati per accompagnare e agevolare i gesti rituali compiuti nelle fasi della panificazione: impasto, lievitazione, spezzatura, formatura e cottura. Il disegno deriva dal rispetto delle ricette tradizionali delle diverse culture presenti nell’area di Porta Capuana.

La realizzazione delle singole componenti ha coinvolto artigiani storicamente operanti nel quartiere e in altre località campane, formulando un inedito network produttivo e relazionale.


Ciascuno degli strumenti esposti in Fondazione Made in Cloister risponde a una specifica funzione nella preparazione del pane e al contempo e, solamente insieme con gli altri, configura la forma unica, totemica e materna, dalla quale ha origine il nome del progetto.




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